STATUTO  

ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE - ATAE

 

Articolo 1 – DENOMINAZIONE E SEDE

Ai sensi dell’art. 36 e ss. del codice civile è costituita l’Associazione denominata “ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE - ATAE” con sede in Via Giudecca 1/5, 30035 Mirano (VE).  Il trasferimento della sede dell’Associazione può essere disposto dal Consiglio Direttivo con voto unanime e non comporta modifica statutaria, ma l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti.  Il Consiglio Direttivo, con propria delibera, potrà istituire sedi amministrative, uffici operativi e uffici di rappresentanza anche in altre località, disciplinando con apposito regolamento i rapporti con la sede principale.


 

Articolo 2 – OGGETTO SOCIALE

L’Associazione è autonoma, libera, indipendente, apolitica, apartitica, senza fini di lucro, a base democratica e partecipativa. Svolge attività di promozione e utilità sociale. Le finalità che si propone sono, in particolare:

-                 raggruppare nell’Associazione imprese, esercenti di attività commerciali, artigiani, altri datori di lavoro privati e altri soggetti privati che, in ogni caso, sono o sono stati inquadrati dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (“INAIL”) nella sua gestione industria (di qui in prosieguo, la “Gestione Industria”, inclusiva ex art. 1 d. lgs. 38/2000 delle sotto-gestioni: industria, artigianato, terziario e altre attività) con l’obbligo di corrispondere ex lege premi o contributi all’INAIL;  i predetti soggetti che l’Associazione intende raggruppare sono qui di seguito indicati come “Utenti della Collettività”;

-                 tutelare con ogni mezzo possibile, ivi compreso il ricorso allo strumento giudiziario, i diritti e gli interessi dei propri soci, incluso ai sensi degli artt. 2, 3, 18, 23, 24, 28, 35, 38 (1° e 2° comma), 41, 45, 46, 47, 53 (1° comma) e 97 (2° comma) della Costituzione, nonché ai sensi del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani;  tale tutela si realizza nei confronti dei soggetti pubblici e privati, anche al fine di contribuire ad eliminare le distorsioni del mercato determinate dalla commissione di abusi, di altri reati contro la Pubblica Amministrazione, ovvero dalla inefficienza e/o mancanza di trasparenza della Pubblica Amministrazione o altre violazioni di legge;

-                 una riforma del sistema sociale di previdenza assicurativa relativo ai predetti soggetti, conforme ai principi di uno stato di diritto, efficienza e trasparenza della Pubblica Amministrazione, nonché rispettoso degli standard di best practice promossi dalle organizzazioni internazionali di settore e della legislazione dell’Unione Europea, inclusa quella in materia di concorrenza e libera prestazione dei servizi;

-                 la promozione, anche attraverso professionisti appositamente incaricati dall’Associazione e/o apposite campagne di informazione, nonché partecipando a incontri con rappresentanti della Pubblica Amministrazione, dei predetti principi e standard, che devono sottendere a qualunque sistema di previdenza sociale;

-                 l’espressione di una efficace rappresentanza dei propri soci in tutte le sedi di interlocuzione esterna, l’assicurazione di una solida identità e diffuso senso di appartenenza al sistema associativo che ad essa fa riferimento, l’erogazione di efficienti servizi, sia di interesse generale e trasversale che su specifiche tematiche;

-                 stipulare convenzioni e/o accordi con aziende, enti sia pubblici che privati, persone fisiche e/o qualsiasi soggetto, al fine di far ottenere ai propri soci vantaggi e/o agevolazioni inerenti la loro attività lavorativa;

-                 nei limiti delle risorse di cui dispone l’Associazione e in base alla valutazione insindacabile del Consiglio Direttivo, assistenza e solidarietà nelle forme che il Consiglio Direttivo riterrà idonee, a Utenti della Collettività o altri soggetti privati, vessati e/o danneggiati, direttamente o indirettamente, da enti pubblici.

Ai fini predetti e nei limiti delle proprie risorse, l'Associazione si impegna a tutelare in tutte le sedi opportune, ivi incluse l’autorità giudiziaria ordinaria e amministrativa e presso gli organismi internazionali  - nei modi e termini di legge ed a mezzo di professionisti a ciò abilitati - i diritti e gli interessi dei propri associati, nonché ad assisterli nella promozione dei propri fini.  Nel perseguimento dei suoi fini l'Associazione può porre in essere, nei limiti delle proprie risorse e anche a mezzo di professionisti esterni, le seguenti attività:

a) la tutela dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei propri associati avverso la condotta o omissioni di qualunque ente pubblico o privato, a livello nazionale e/o locale, su tutto il territorio nazionale, incluso all’occorrenza promuovendo l’azione giudiziale di cui al d.lgs. 198/2009 per perseguire la trasparenza, la buona gestione e il buon andamento della Pubblica Amministrazione, ed ogni altra azione giudiziale ritenuta opportuna dal Consiglio di Direzione a fronte della natura e finalità dell’Associazione;

b) la diffusione della conoscenza relativa alla best practice dei sistemi sociali previdenziali;

c) l’organizzazione di corsi di formazione, convegni, seminari, incontri di studio, conferenze e dibattiti sulle tematiche inerenti l'oggetto sociale;

d) la vigilanza sulla corretta gestione da parte della Pubblica Amministrazione del sistema di previdenza assicurativo relativo agli Utenti della Collettività e a ciascuna sotto-gestione di cui all’art. 1 del d. lgs. 38/2000;

e) raccogliere, ordinare ed elaborare dati, documenti o valutazioni riguardo alle politiche che interessano la difesa individuale o collettiva degli associati;

f) attivarsi in proprio o partecipare e sostenere altri enti senza fini di lucro, con l'obiettivo di un’efficace ed efficiente rappresentanza degli Utenti della Comunità nell’INAIL e altri enti pubblici;

g) promuovere l'indizione di referendum attinenti alle finalità statutarie e cooperare con altre associazioni e soggetti interessati a promuovere i suddetti referendum;

h) svolgere, in genere con assoluta imparzialità, attività volta a prevenire o risolvere contenziosi tra gli utenti singoli e collettivi e fornitori pubblici e privati di beni e servizi;

i) prestare collaborazione ad altri enti per lo sviluppo di iniziative che si inquadrino nei suoi fini;

l) rappresentare l’Associazione, ogniqualvolta si renda necessario ed in qualsiasi contesto ove la presenza e l'apporto dell'Associazione sia utile, necessaria e/o conseguente per il raggiungimento degli scopi sopra evidenziati;

m) designare propri rappresentanti a rivestire cariche di qualsiasi genere ed in qualsiasi ente sia pubblico che private;

n) partecipare a politiche di valorizzazione della cultura della legalità e di sostenibilità etico-sociale e economico-finanziaria, come leve competitive per lo sviluppo del Paese.

L'Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle strettamente connesse o accessorie alle previsioni statutarie.  Essa dovrà mantenere sempre la più completa indipendenza nei confronti degli organi di governo, delle aziende pubbliche e private e delle organizzazioni sindacali.


 

Articolo 3 - SOCI

Possono essere soci tutte le persone, fisiche e giuridiche, che sono Utenti della Collettività, ovvero sono imprese, esercenti di attività commerciali, artigiani, altri datori di lavoro privati e altri soggetti privati che, in ogni caso, sono o sono stati inquadrati dall’INAIL nella sua Gestione Industria (inclusiva ex art. 1 d. lgs. 38/2000 delle sotto-gestioni: industria, artigianato, terziario e altre attività) con l’obbligo di corrispondere ex lege premi o contributi all’INAIL. Non possono, tuttavia, diventare soci dell’Associazione enti pubblici ed enti il cui capitale di maggioranza è detenuto, direttamente o indirettamente, da enti pubblici o che sono soggetti alla direzione e/o coordinamento di enti pubblici.

L’adesione all’Associazione è annuale, automaticamente rinnovabile in assenza di recesso da comunicarsi con preavviso di almeno 15 giorni prima della scadenza; detta adesione può essere richiesta in qualunque momento a mezzo di richiesta scritta, intendendosi tale anche la richiesta pervenuta a mezzo posta elettronica (mail).

L’organo competente a deliberare sulle domande di ammissione è il Consiglio Direttivo o, se nominato, il Direttore Generale. L'eventuale rigetto potrà non essere motivato.

Il richiedente nella domanda di ammissione dovrà completare in modo accurato e veritiero ogni campo rilevante impegnandosi a versare la quota associativa. Nel caso di persone giuridiche, la domanda di adesione ed il rinnovo della stessa presuppongono lo stato di solvenza del richiedente e la legittimazione alla rappresentanza del suo legale rappresentante.

La quota o contributo associativo, nonché lo status di socio/associato sono intrasmissibili.  Il socio dimissionario non ha diritto al rimborso dei contributi né all'abbuono di quelli dovuti per l'esercizio in corso.

Il Consiglio Direttivo determina la quota associativa annuale, tenuto conto del numero di lavoratori assicurati presso l’INAIL per ciascun associato.

L’Associazione si compone di soci ordinari, onorari e sostenitori.

Ci sono 3 categorie di soci:

ordinari: sono coloro che versano la quota di iscrizione stabilita dal Consiglio Direttivo,

sostenitori: sono coloro che oltre alla quota ordinaria, erogano contribuzioni volontarie straordinarie,

onorari: sono le persone nominate tali dal Consiglio Direttivo per meriti particolari acquisiti a favore dell’Associazione, i soci fondatori, gli ex presidenti ed il Presidente in carica.

Possono essere nominati soci onorari persone fisiche, giuridiche o enti che, a giudizio del Consiglio Direttivo, abbiano svolto azioni meritorie nei confronti dell’Associazione o altrimenti contribuito in modo apprezzabile al perseguimento dei fini della stessa.

 

Articolo 4 - DIRITTI E DOVERI DEI SOCI

I soci hanno diritto:

A. di partecipare all'attività della Associazione, contribuendo alla determinazione delle scelte  organizzative concorrendo alla elezione dei membri del Consiglio Direttivo e del Presidente;

B. di essere eletti a ciascuna carica interna della Associazione;

C. di utilizzare i servizi e le prestazioni offerte dall’Associazione ai propri soci.

Ciascun socio ha il dovere di:

1. versare nei termini la quota sociale;

2. osservare le norme del presente Statuto, le delibere adottate dagli organi dell’Associazione e ogni regolamento approvato dal Consiglio di Direzione o l’eventuale regolamento interno;

3. di garantire l’unità dell’Associazione e di astenersi dal compiere qualsiasi azione che possa esserle di nocumento.

I soci si impegnano a dare la loro collaborazione all'Associazione per la realizzazione dei suoi fini istituzionali ed a fornire quelle notizie sulla propria attività che verranno richieste agli associati dagli organi dell'Associazione, salve le imprescindibili esigenze di riservatezza di ciascun associato. L'Associazione può utilizzare le notizie che le pervengono dai soci solo per il proseguimento degli scopi sociali e renderle pubbliche soltanto previo assenso degli interessati.


I soci sono liberi di versare contributi in misura superiore a quella stabilita dal Consiglio Direttivo, senza che ad essi possano essere riconosciuti maggiori diritti o prerogative all’interno dell’Associazione.

 

Articolo 5 - ESCLUSIONE E RECESSO DEI SOCI

Il socio può recedere in ogni momento mediante richiesta scritta inoltrata al Segretario a mezzo del servizio postale, ovvero a mezzo posta elettronica, purché comprovata da idonea ricevuta di ricezione, consistente nella risposta di avvenuta ricezione inviata dal Segretario con medesimo mezzo.

I soci possono anche essere esclusi di diritto per il mancato pagamento, entro sei mesi dalla scadenza, della quota annuale di iscrizione.

Il Consiglio Direttivo può deliberare l’esclusione dei soci per i seguenti motivi:

a) condanna penale di un socio o suo rappresentante legale con sentenza passata in giudicato a pena detentiva superiore a tre anni;

b) grave inosservanza dello Statuto ed in particolare dei punti 1) e 3) del precedente articolo 4;

c) grave inottemperanza alle deliberazioni degli organi sociali;

d) assunzione di comportamenti in contrasto con il prestigio ed il buon nome dell’Associazione o con i suoi interessi o scopi;

e) quando il socio in qualunque modo danneggi o tenti di danneggiare gli interessi dell’Associazione;

f) quando eserciti in proprio o entrando a far parte di altre organizzazioni attività in contrasto o in concorrenza con l’Associazione.

Avverso i provvedimenti di esclusione il socio interessato può proporre ricorso secondo le modalità previste dalla legge. L'esclusione del socio comporta l'automatica ed immediata decadenza da qualsiasi carica lo stesso socio o un suo rappresentate dovesse ricoprire nell'ambito dell'Associazione.

 

Articolo 6 – PATRIMONO

Il patrimonio dell’Associazione è costituito da:

a) beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell’Associazione;

b) eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;

c) eventuali erogazioni, donazioni e lasciti.

Le entrate dell’Associazione sono costituite da:

a) quote sociali;

b) ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale.

All'Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi di riserva o capitale durante la vita dell'Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. All'Associazione è fatto obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. E' vietato, inoltre, distribuire a terzi fondi, riserve e capitale durante la vita dell'Associazione.

 

Articolo 7 - ESERCIZIO FINANZIARIO

L’esercizio finanziario dell’Associazione segue l’anno solare.

Entro il 15 novembre di ogni anno il Consiglio Direttivo predispone il progetto di bilancio preventivo; entro il 15 aprile di ogni anno predispone il bilancio consuntivo. Il progetto di bilancio consuntivo dovrà essere approvato dall’Assemblea entro il 30 maggio di ogni anno.

 

Articolo 8 – ORGANI SOCIALI

Gli organi dell’Associazione sono:

-                 Assemblea dei soci,

-                 Consiglio Direttivo,

-                 Presidente.

Su delibera del Consiglio Direttivo, possono altresì essere nominati/istituiti:

-                 Direttore Generale

-                 Collegio dei Revisori dei Conti o Revisore Unico,

-                 Collegio dei Probiviri.

 

Articolo 9 – ASSEMBLEA

È convocata almeno una volta all’anno, quando il Consiglio Direttivo lo ritiene necessario o su domanda motivata e firmata da almeno un terzo degli associati, dal Presidente dell’Associazione o da chi ne fa le veci mediante avviso scritto pubblicato nell’apposita sezione del sito Internet dell’Associazione e/o in altro modo ritenuto idoneo dal Consiglio Direttivo almeno 10 giorni prima di quello fissato per l’adunanza e contenente l’ordine del giorno dei lavori.

L'assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo, in mancanza dal Vicepresidente; in mancanza di entrambi, l'assemblea nomina il proprio Presidente. Il Presidente dell'assemblea nomina un Segretario e, se lo ritiene il caso, due scrutatori. Delle riunioni di assemblea si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

L'assemblea deve essere convocata in Italia, anche fuori della sede sociale.

 

Articolo 10 – COMPITI DELL’ASSEMBLEA

L'assemblea delibera sul bilancio consuntivo e preventivo, sugli indirizzi e direttive generali della Associazione, sulla nomina dei componenti il Consiglio Direttivo, sulle modifiche dell'atto costitutivo e statuto, e su tutto quant'altro ad essa demandato per legge o per statuto, o sottoposto al suo esame dal Consiglio Direttivo, e fatto salvo quanto riservato agli altri organi dell’Associazione.

 

Articolo 11 – VALIDITÀ ASSEMBLEE

Le assemblee sono validamente costituite e deliberano con le maggioranze previste dall'art. 21 codice civile. Le modifiche statutarie possono essere deliberate con le stesse maggioranze previste dal primo comma dell'art. 21 codice civile.

 

Articolo 12 – PARTECIPAZIONE E DELIBERAZIONE DELL’ASSEMBLEA

Ogni socio dispone di un voto. Hanno diritto di intervenire all'assemblea tutti gli associati che risultino iscritti nel libro dei soci ed in regola con il pagamento della quota sociale. Gli associati possono farsi rappresentare da altri associati anche se membri del Consiglio Direttivo, salvo, in questo caso, per l'approvazione di bilanci e le deliberazioni in merito a responsabilità degli stessi. Ogni socio non può essere portatore di più di tre deleghe. Spetta al Presidente dell'assemblea di constatare la regolarità delle deleghe ed in genere del diritto di intervento e voto in assemblea, incuso a titolo di mero esempio di constatare che l’associato sia in regola con il pagamento della quota associativa, l’identità del soggetto votante e i poteri di rappresentanza nel caso di soci persone giuridiche.

Le deliberazioni dell’assemblea sono espresse con voto palese tranne quelle riguardanti le persone e la qualità delle persone o quando il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno.

 

Articolo 13 – CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio è composto da un numero variabile di soci. Il numero dei componenti deve essere dispari, non inferiore a tre e fino ad un massimo di nove. In caso di morte o di dimissioni di consiglieri prima della scadenza del mandato, il Consiglio Direttivo provvederà alla loro sostituzione per cooptazione. I consiglieri così eletti rimangono in carica sino al termine del mandato dell’intero Consiglio.

Il Consiglio viene eletto dall'Assemblea degli associati per la durata di cinque anni.

Il Consiglio Direttivo nomina nel proprio seno uno o più Vicepresidenti, ove a tali nomine non abbia provveduto l'Assemblea degli associati.

Qualunque incarico di rappresentanza presso o su mandato di altre associazioni di categoria, sindacali o politiche è inconciliabile con la carica di membro del Consiglio e preclude il valido esercizio del diritto di voto da parte del soggetto interessato (salvo per ruoli di vigilanza e/o controllo come revisore, membro del collegio dei sindaci e simili). In particolare, possono essere candidati a membri del Consiglio Direttivo coloro che:

-                 sono soci da almeno tre anni consecutivi e, nel caso di rappresentanti di soci persone giuridiche, gli stessi abbiano esercitato la rappresentanza da almeno due anni;

-                 non esercitano attività o funzioni che possano determinare conflitto o confusione di interessi con quelli dell’Associazione o ledano la sua immagine di associazione indipendente;

-                 in particolare, non sono stati negli ultimi 12 mesi, rappresentanti o candidati di partiti o movimenti politici, rappresentanti a livello nazionale o regionale di istituzioni o enti pubblici, di associazioni di imprese, professionali, di organizzazioni sindacali o di associazioni di consumatori.

Spetta al Consiglio Direttivo indicare nel rispetto dei principi del presente statuto le modalità, condizioni e termini da rispettare per la selezione e elezione dei membri dello stesso.

 

Articolo 14 – RIUNIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo si riunisce con un preavviso anche a mezzo fax, e-mail, di almeno tre giorni, tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri ed in particolare per deliberare in ordine al consuntivo ed al preventivo ed all'ammontare della quota sociale.

Il Consiglio Direttivo redigerà ed approverà annualmente un rendiconto economico e finanziario. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vicepresidente, in assenza di entrambi dal più anziano di età dei presenti. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo possono essere anche adottate in conference call, oppure per corrispondenza, incluso via email, a condizione che a ciascun membro sia fatto pervenire l'ordine del giorno ed il testo delle mozioni da deliberare con indicazione dell'espressione di voto per ciascun argomento oppure che vi sia unanimità o previa conferma di assenza di obbiezioni a deliberare in assenza di ordine del giorno. Delle riunioni del Comitato verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Alle riunioni del Consiglio Direttivo partecipa anche il Direttore Generale qualora nominato.

 

Articolo 15 – POTERI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Al Consiglio Direttivo spetta l'amministrazione ordinaria e straordinaria dell'Associazione, salvo i poteri affidati al Presidente appresso precisati, nonché tutti i compiti ad esso demandati dallo statuto.  Il Consiglio Direttivo impartisce al Direttore Generale, se nominato, le direttive attuative. Esso procede pure alla compilazione dei bilanci preventivi e consuntivi ed alla loro presentazione all'Assemblea, alla nomina del Direttore Generale, dei dipendenti ed impiegati determinandone la retribuzione e, se ritenuto opportuno, compila il Regolamento per il funzionamento dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati.  Può delegare i propri poteri a uno o più consiglieri o a terzi.

Il Consiglio Direttivo può nominare uno o più Commissioni Tecniche Consultive, composte da un minimo di tre ad un massimo di sette membri, che eleggeranno al loro interno un Presidente ed ai quali qualsiasi organo dell'Associazione potrà sottoporre, tramite il Direttore Generale o in sua assenza il Segretario del Consiglio Direttivo, quesiti ed analisi di argomenti inerenti lo svolgimento dello scopo sociale.

Oltre che al Presidente, al quale spetta di diritto la funzione di portavoce nazionale dell'Associazione, ad uno o più membri delle Commissioni Tecniche può essere attribuita la funzione di portavoce dell'Associazione con riferimento alle problematiche tecniche trattate.

In caso di dubbio sull’interpretazione del presente Statuto, questa è di competenza del Consiglio Direttivo che dovrà sempre tener conto del perseguimento dello scopo, fini ed oggetto dell’Associazione.

Spetta al Consiglio Direttivo adottare ogni regolamento che sia ritenuto opportuno in relazione all’Associazione e/o al rapporto tra la stessa ed i suoi soci.

 

Articolo 16 – PRESIDENTE

Il Presidente dell’Associazione è eletto dall’assemblea su proposta del Comitato dei soci onorari (C.S.O.) e dura in carica per sette anni, con possibilità di essere successivamente rieletto. Il C.S.O. all’atto della scadenza dalla carica del Presidente provvede ad indicare, dopo attenta e motivata valutazione delle risorse umane presenti nell’Associazione e di eventuali autocandidature alla carica di Presidente, un nominativo da proporre all’Assemblea dei Soci convocata per l’elezione degli organi statutari. L’assemblea dei Soci prende atto della designazione e vota a maggioranza dei presenti sulla proposta del C.S.O.

Il Presidente, ed in sua assenza il Vicepresidente indicato dal Consiglio Direttivo, rappresenta legalmente l'Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio, cura l'esecuzione dei deliberati dell'Assemblea e del Consiglio Direttivo.

Il Presidente è investito dei compiti affidatigli dal presente statuto e dal potere di amministrazione ordinaria dell'Associazione. A titolo esemplificativo, si considerano atti di ordinaria amministrazione:

- la traenza di assegni, l’assunzione di obbligazione di beni mobili;

- l’apertura di conti correnti bancari e postali;

- la proposizione di domande ed istanze ad enti pubblici e privati per la richiesta di contribuiti ed erogazioni,


- la stesura e firma di convenzioni con privati ed enti in genere;


- l’assunzione di personale e l’individuazione del Direttore Generale;


- la partnership con organismi e strutture che possano rivelarsi utili alla vita associativa.


Il Presidente può delegare gli atti di ordinaria amministrazione al Vice presidente o ad altri componenti del Consiglio Direttivo.


Qualora lo ritenga necessario, il Presidente potrà compiere tutte le pratiche necessarie per il riconoscimento dell’Associazione presso le autorità competenti.

Nei casi di urgenza, il Presidente può esercitare i poteri del Consiglio, salvo ratifica da parte di questo.

 

Articolo 17 – DIRETTORE GENERALE

Qualora individuato e nominato, il Direttore generale coadiuva il Presidente, il Vice Presidente ed il Consiglio Direttivo e ne attua le disposizioni. Partecipa alle riunioni degli organi ai quali propone quanto ritiene necessario per il migliore andamento dell’Associazione. È responsabile del funzionamento della struttura interna e dirige tutte le attività assicurandone il coordinamento. Sovraintende alla gestione amministrativa e finanziaria e predispone il bilancio preventivo e consuntivo sotto la responsabilità del Presidente. Può essere affiancato da un Vice Direttore generale, nominato, su sua proposta, dal Consiglio Direttivo. Stabilisce e risolve il rapporto di lavoro con il personale, ad esclusione del Vice Direttore generale.

Il Direttore può essere rimosso e sostituito dal Consiglio Direttivo con delibera a maggioranza assoluta dei suoi membri in carica. Al Direttore Generale spetta il compenso fissato dal Consiglio Direttivo, oltre al  rimborso delle spese sostenute per l'esercizio del suo mandato. Il Direttore Generale dura in carica tre anni e può essere rieletto.

 

Articolo 18 - COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

A meno che l’assemblea non deliberi altrimenti, sarà facoltà del Consiglio Direttivo istituire un Collegio dei Revisori dei Conti.

Se istituito, il Collegio dovrà essere formato da tre membri effettivi ed un supplente scelti tra i Dottori Commercialisti iscritti all'Albo che al loro interno nomineranno un Presidente che dovrà essere iscritto all'Albo dei Revisori Ufficiali dei Conti. Il Collegio dei Revisori dura in carica per un triennio, salvo diverse determinazioni del Consiglio Direttivo.

Qualora il Consiglio Direttivo abbia istituito il Collegio, il bilancio da sottoporre annualmente all'approvazione dell'assemblea dovrà essere corredato da una verifica e relazione esplicativa redatta dal Collegio dei Revisori dei Conti. Entro il 15 Marzo di ogni anno il Direttore Generale o il Presidente metterà a disposizione del Collegio dei Revisori dei Conti il consuntivo e la bozza di bilancio dell'Associazione riferita al 31 Dicembre dell'anno precedente. Il Collegio dei Revisori dei Conti entro il 31 Marzo di ogni anno rimetterà al Consiglio Direttivo, con proprio parere, la sua relazione al bilancio.

Il Collegio dei Revisori, con delibera sempre a maggioranza assoluta dei suoi componenti, potrà chiedere al Direttore Generale e/o al Presidente qualsiasi notizia e precisazione ritenute utili alla propria funzione.

Ai membri effettivi del Collegio dei Revisori Contabili spetta il rimborso delle spese sostenute per l'esercizio del mandato ed una indennità annualmente fissata dal Consiglio Direttivo.

In alternativa al Collegio dei Revisori e a meno che l’assemblea non deliberi altrimenti, il Consiglio Direttivo può nominare un Revisore Unico a cui si applicheranno le norme di questo articolo.

 

Articolo 19 - COLLEGIO DEI PROBIVIRI

A meno che l’assemblea non deliberi altrimenti, sarà facoltà del Consiglio Direttivo istituire un Collegio di tre Probiviri.  Se istituito, tutte le eventuali controversie sociali che sorgessero in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto ovvero tra associati e tra questi e l'Associazione o suoi Organi, saranno sottoposte, in tutti i casi non vietati dalla legge e con esclusione di ogni altra giurisdizione, alla competenza del Collegio dei Probiviri.  Il Collegio giudicherà ex bono et aequo senza formalità di procedura.  Il loro lodo sarà inappellabile.

I Probiviri dureranno in carica tre anni.

 

Articolo 20 – MARCHIO

L'Associazione è contraddistinta dalla sigla "ATAE" e da un marchio.

La sigla e il marchio sono segni distintivi e di immagine dell'Associazione. Tutti i soci li potranno utilizzare solo ed esclusivamente per attestare la propria iscrizione all'Associazione.


È fatto divieto di utilizzare la denominazione, la sigla ed il marchio in qualunque altro modo senza la preventiva autorizzazione del Consiglio Direttivo dell'Associazione.

 

Articolo 21 – CONFLITTI DI INTERESSE

Nell’assenza di una disciplina specifica relativamente alle delibere degli organi associativi in merito a conflitti di interessi, si applicano per analogia le norme relative alle società di capitali ed, in particolare, i principi desumibili dagli artt. 2391 e 2475 ter del codice civile come interpretati dalla giurisprudenza.

Vi sarà conflitto ogni qual volta le circostanze di un membro di un organo dell’Associazione saranno tali da interferire con la capacità dello stesso di assumere, in modo imparziale, decisioni nel migliore interesse dell’Associazione.

In particolare, il conflitto tra l’interesse personale si manifesta quando un comportamento o una decisione possono generare vantaggio immediato o differito per la persona interessata, o soggetti terzi a cui la stessa è legata, a discapito dell’interesse dell’Associazione.  Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall'intento di voler assecondare pressioni di natura economica, commerciale, politica o sindacale.  A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, possono determinare conflitto di interessi le seguenti situazioni:

-                 svolgere funzioni operative o avere interessi economici o finanziari presso fornitori, subfornitori, enti pubblici ed associazioni di categoria o sindacali o avere parenti, affini o conviventi di fatto che svolgono tali funzioni o hanno tali interessi;

-                 curare gli acquisti dell’Associazione, la gestione dei fornitori o il controllo sull’esecuzione delle forniture e intrattenere altri rapporti per conto proprio o di terzi con gli stessi fornitori;

-                 approfittare personalmente o permettere a soggetti terzi di approfittare di opportunità di affari di cui si viene portati a conoscenza nel corso dello svolgimento delle proprie funzioni;

-                 accettare denaro, regali (oggetti di valore, viaggi, omaggi di diversa natura) o favori (ad esempio assunzione o avanzamenti di carriera per i famigliari) da persone, aziende o altri soggetti che sono o intendono entrare in rapporti di affari con l’Associazione.

L’esistenza di un conflitto di interesse comporta i doveri di:

-                 informare prontamente il Consiglio Direttivo (precisandone natura, termini, origine e portata) e

-                 astensione dal processo operativo/decisionale.

La violazione dei predetti doveri renderà la relativa delibera impugnabile, esponendo il soggetto interessato a responsabilità per eventuali danni.  Lo stesso risponderà altresì dei danni che siano derivati all’Associazione dalla utilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell'esercizio del proprio incarico.

 

Articolo 22 – DURATA E SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

La sua durata è stabilita fino al 31 dicembre 2100, salvo proroga o scioglimento anticipato per deliberazione dell’assemblea. Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’assemblea ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 21 codice civile. In caso di scioglimento, l'Assemblea delibererà in ordine alla devoluzione del patrimonio ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'art. 3, comma 190 della L. 23 dicembre 1996 n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

 

Articolo 23 - NORMA DI RINVIO

Per tutto ciò che non è espressamente previsto dal presente statuto si applicano le disposizioni previste dal codice civile e dalle leggi vigenti in materia.

ATAE - ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE 

Sede: Via Giudecca 1/5, Mirano (VE) 30035, Italia

Per informazioni: i@atae.it

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